Benzina e diesel, quanto potrebbero costare se la crisi continua: lo scenario per gli automobilisti

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Il prezzo dei carburanti continua a salire e per gli automobilisti italiani il rischio è che la situazione possa peggiorare ulteriormente se le tensioni internazionali e le difficoltà legate al trasporto del petrolio dovessero proseguire. Gli ultimi dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano già una situazione pesante. Al 19 settembre 2026 la benzina self sulla rete stradale nazionale viaggia mediamente a 2,153 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,330 euro al litro. In autostrada i valori salgono a 2,244 euro per la benzina e 2,405 euro per il diesel.

Quanto potrebbe salire ancora?

Non esiste oggi una cifra certa, perché il prezzo alla pompa dipende dall’andamento del petrolio, dai costi di raffinazione, dal cambio euro-dollaro, dalle quotazioni internazionali e dalle eventuali misure fiscali adottate dal Governo. Uno degli elementi decisivi resta però il prezzo del petrolio. Il Brent è arrivato nei giorni scorsi oltre i 100 dollari al barile, mentre la situazione nello Stretto di Hormuz continua a rappresentare un fattore di forte incertezza per i mercati energetici. Se la situazione dovesse stabilizzarsi, i prezzi potrebbero gradualmente smettere di crescere e successivamente iniziare a scendere. Se invece le difficoltà sulle forniture dovessero continuare, è possibile immaginare un ulteriore aumento dei carburanti nelle prossime settimane.

Lo scenario dei 2,50 euro

Con una prosecuzione della crisi, la soglia dei 2,50 euro al litro potrebbe diventare uno scenario da tenere in considerazione soprattutto per il diesel, mentre la benzina potrebbe avvicinarsi progressivamente a quella cifra. In questo caso un pieno da 50 litri costerebbe circa 125 euro, senza considerare eventuali differenze tra distributori e autostrada.

Il caso peggiore: diesel verso i 3 euro

Lo scenario più estremo è quello che sta già alimentando le preoccupazioni degli operatori del settore: il gasolio potrebbe arrivare vicino ai 3 euro al litro qualora la crisi energetica dovesse aggravarsi ulteriormente. A 3 euro al litro, un pieno da 50 litri costerebbe 150 euro. Si tratta però di uno scenario di forte stress del mercato e non di una previsione certa. La sua realizzazione dipenderebbe dall’evoluzione concreta delle forniture di petrolio e dalle quotazioni internazionali.

Quanto conta la situazione di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti più importanti per il commercio mondiale di petrolio. Un ritorno a una navigazione più regolare potrebbe ridurre la pressione sui prezzi, mentre una situazione di blocco o forte limitazione prolungata potrebbe mantenere elevata la quotazione del greggio. Per gli automobilisti italiani, quindi, le prossime settimane saranno particolarmente importanti. Oggi il diesel è già sopra quota 2,30 euro al litro. Se la situazione non dovesse cambiare, la vera domanda non è più se i carburanti possano aumentare ancora, ma fin dove potrebbe arrivare la corsa dei prezzi.

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About Author

Jasmine Valeo nasce a Taranto il 10 marzo 1995. Dopo la maturità classica, decide di trasferirsi in Germania, dove attualmente risiede, per studiare la lingua e le usanze tipiche tedesche. Appassionata di libri e pedagogia, ama viaggiare e scoprire nuovi orizzonti.

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