La crisi in Medio Oriente apre un nuovo fronte che rischia di avere conseguenze molto pesanti sull’economia mondiale. Dopo il brusco crollo del traffico nello Stretto di Hormuz, l’attenzione si è spostata sul Bab el-Mandeb, la stretta porta d’accesso al Mar Rosso. Nelle ultime ore le forze Houthi, alleate dell’Iran, hanno conquistato la strategica isola di Perim (Mayun) e la località costiera di Dhubab, aumentando il proprio controllo su una delle rotte marittime più importanti del pianeta. L’avanzata arriva dopo la conquista del porto di Mocha.
PERCHÉ BAB EL-MANDEB È COSÌ IMPORTANTE?
Il Bab el-Mandeb collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e rappresenta il passaggio fondamentale per le navi che vogliono raggiungere il Canale di Suez dall’Oceano Indiano. In condizioni normali, questa rotta permette di collegare rapidamente Asia ed Europa. Se però il passaggio diventa troppo rischioso, le navi possono scegliere di circumnavigare l’Africa passando dal Capo di Buona Speranza. Le rotte diventano molto più lunghe, aumentano i consumi di carburante, i costi assicurativi e i tempi di consegna delle merci.
E SE SI CHIUDESSERO ENTRAMBI GLI STRETTI?
È questo lo scenario che preoccupa maggiormente. Hormuz chiuso e Bab el-Mandeb chiuso significherebbero mettere contemporaneamente sotto pressione due delle principali vie attraverso cui le materie prime energetiche raggiungono i mercati mondiali. Non significa che il mondo rimarrebbe immediatamente senza petrolio. Esistono infatti rotte alternative, oleodotti, riserve strategiche e fornitori differenti. Tuttavia, la capacità di trasporto diventerebbe più costosa e complessa e i tempi di consegna aumenterebbero sensibilmente.
LA CONSEGUENZA PIÙ IMMEDIATA: IL PREZZO DEL PETROLIO
I mercati hanno già reagito alla crisi. Il prezzo del petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre cresce il timore che una crisi prolungata possa alimentare nuovamente l’inflazione mondiale. E l’effetto non si fermerebbe al petrolio. Un aumento strutturale del costo dell’energia può tradursi in benzina e diesel più cari, trasporti più costosi, maggiore pressione sulle bollette, aumento dei costi industriali e, di conseguenza, possibili rincari dei prodotti nei supermercati.
IL MONDO POTREBBE AGGIRARE IL PROBLEMA?
Il grande piano B sarebbe il Capo di Buona Speranza, già utilizzato da migliaia di navi durante le precedenti crisi del Mar Rosso. Ma questa soluzione ha un limite evidente: non è una sostituzione perfetta. Le rotte sono molto più lunghe, servono più navi per mantenere gli stessi flussi, aumentano i consumi di carburante e salgono i costi di trasporto.