I can’t breathe significato: messaggio di rabbia per l’uccisione di George Floyd

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Una triste pagina di cronaca nera è stata scritta in America. L’uccisione di George Floyd, afroamericano soffocato da un agente di polizia che lo stava arrestando, ha scatenato l’indignazione da parte della popolazione di Minneapolis. Centinaia di persone sono scese in strada per manifestare contro la violenza della polizia al grido di  “I can’t breathe”, ovvero la frase che stava rivolgendo Floyd ai poliziotti prima di morire. “Non riesco a respirare”, un ultimo tentativo di salvezza che l’uomo ha urlato all’agente di polizia che teneva premuto contro il suo collo il ginocchio per non farlo muovere.


Un omicidio ripreso attraverso un video condiviso in Rete diventato in pochi minuti virale. Il sindaco della città ha fatto sapere che tutti gli agenti coinvolti nel delicato caso sono stati licenziati, ma ovviamente questo non basta, perché George Floyd non stava opponendo nessuna resistenza forzata contro l’agente, ma chiedeva solo di allentare la presa sul collo per far passare l’aria. I can’t breathe è l’urlo di dolore iniziale trasformato in rabbia da milioni di persone che ora chiedono giustizia.

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Maurizio Saladino nasce a Lamezia Terme il 23 ottobre 1990. Dopo aver conseguito una Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione, ottiene un Master di primo livello in Editoria presso l'Università della Calabria. Una Laurea Magistrale in Editoria e Comunicazione presso L'università degli studi di Bergamo ne completano gli studi e la carriera universitaria.

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