Skullbreaker challenge su Tik Tok: cos’è la nuova sfida pericolosa

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Spopola sul social Tik Tok una challenge particolarmente pericolosa. Si chiama skullbreaker challenge e consiste nel fare uno sgambetto a qualcuno mentre sta saltando. Il rischio è veramente molto grave e può causare ed ha già causato gravi lesioni alle vittime di questo pericoloso (e stupido) scherzo. Per pubblicare e condividere un video di pochi secondi su un social, si rischia di fare danni seri e irreversibili al fisico. La polizia di stato nelle ultime ore si è attivata per contrastare questa nuova moda.

Skullbreaker challenge: come contrastare il pericolo

È importante diffondere la notizia e parlarne con i propri figli, anche solo con i conoscenti per far sapere loro la gravità e le conseguenze, che possono essere denunciate alle autorità. Questo il messaggio diffuso dalla Polizia: “Si chiama #skullbreakerchallenge la sfida che sta diventando virale tra gli adolescenti nel mondo social.
Si tratta di coinvolgere un compagno di scuola o un amico inconsapevoli, in un salto sul posto; al fianco due complici che fanno finta di saltare ma che, al salto del loro amico, lo sgambettano facendolo cadere a terra, sulla schiena. Il tutto viene filmato da un terzo complice con il telefonino.
Non si tratta ovviamente né di un gioco né di una prova di abilità. I rischi sono moltissimi: lesioni agli arti, alla testa e alla colonna vertebrale. E ovviamente anche una denuncia all’autorità giudiziaria per le lesioni causate.
È importante parlarne in famiglia, segnalando i potenziali rischi, anche penali, e facendo comprendere ai più giovani la gravità dell’emulazione e dell’accettazione di sfide che di divertente non hanno nulla.
Se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti la sfida segnalateli al portale della Polizia Postale www.commissariatodips.it
#essercisempre”

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About Author

Classe '89, la mia passione più grande è la lettura. Amo comunicare e scrivere di tutto, dalle ultime notizie alla recensione di un nuovo libro. Laureata in Editoria e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bergamo, lavoro come Web Content dal 2014.

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