“Non siamo più nelle condizioni di assicurare il necessario livello di sicurezza sanitaria e la sostenibilità economica del servizio“, spiegano in una nota congiunta i sindacati Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Non si tratta dunque di una presa di posizione, lo sciopero è dovuto all’impossibilità di andare avanti. Da mercoledì 25 marzo dovrebbero dunque chiudere le 460 stazioni di servizio autostradali e nei prossimi giorni lo stop potrebbe allargarsi anche ai 23 mila impianti dell’intera rete.
Il blocco dei rifornimenti e le parole del Presidente Conte
I presidenti delle associazioni di categoria dei distributori di carburanti minacciano la chiusura delle 460 stazioni di servizio autostradali, raccordi e tangenziali compresi, a cui seguirà, nei prossimi giorni lo stop dei 23 mila impianti dell’intera rete. Come è facile immaginare il blocco dei riferimenti causerebbe un collasso totale dei trasporti necessari per tenere in piedi il Paese. Il Garante per gli scioperi chiede di revocare la protesta, ma i sindacati ribattono “non si tratta di uno sciopero, ma dell’impossibilità di garantire il servizio”. Sulla questione è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: ” Mi auguro che queste minacce vengano ritirate, noi garantiremo i servizi essenziali. Invito tutti a soprassedere“. I ministri dei Trasporti, Paola De Micheli, e dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, hanno detto di essere al lavoro per promuovere “intese tra i concessionari e i benzinai“, la soluzione potrebbe essere l’apertura alternata degli impianti e ovviamente i self service.