Una doccia fredda, una notizia dell’ultimo minuto che ha sconvolto la giornata degli operatori sciistici. La riapertura degli impianti di montagna, prevista per il 15 febbraio 2021, è stata posticipata al 5 marzo. Insorgono gli operatori e proprietari degli impianti sciistici che si vedono ormai sfuggire di mano l’intera stagione. In occasione delle riaperture erano partite nuove assunzioni di personale, acquisto di prodotti per i pranzi e tutto il necessario per limitare al massimo gli assembramenti. Ormai chiusi da un anno, i danni economici sono ingenti, tanto da spingere il Governo a stanziare in tempi brevi ulteriori fondi.
Come riportato sull’Ansa, sono intervenuti duramente i ministri Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia che hanno dichiarato: “la montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione: che risposte si danno e in che tempi al documento predisposto dalle regioni? Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa, probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop. Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato”.