Per il 18 giugno 2020 è previsto un sciopero nazionale del personale e dei lavoratori della Sanità Privata e Rsa a causa della mancanza di sicurezze per tutti quegli operatori e dipendenti che, nonostante l’immane lavoro svolto durante l’emergenza Coronavirus, non hanno garantito un contratto che possa tutelarli e garantire loro un futuro stabile. Nel Lazio questa la nota da parte dei sindacati: “il 18 giugno sarà sciopero nazionale per un contratto atteso da 13 anni e negato nonostante il Covid. Dopo 13 anni di attesa, 2 anni e 7 mesi di trattativa e una pandemia che ha visto gli operatori della sanità in prima linea per difenderci tutti, non possiamo permettere che un diritto irrinunciabile come quello al contratto continui ad essere negato”.
Sciopero sanità privata: i motivi
Questo quanto si legge sul sito Cisl, che riporta tutte le motivazioni che hanno spinto alla richiesta di uno sciopero di entità e propaganda di livello nazionale: “la protesta nalla reiterata volontà delle controparti, Aris e Aiop, di non voler giungere alla sottoscrizione del rinnovo del contratto dei dipendenti delle strutture della sanità privata, scaduto da 14 anni, così come il personale delle Rsa attende il rinnovo di un contratto scaduto da più 8 anni”. Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “nonostante una trattativa che dura da oltre 2 anni e 7 mesi, nonostante gli impegni già assunti sia dalle Regioni che dal Governo, al fine di sostenere il rinnovo del contratto, attraverso le misure introdotte col decreto fiscale dello scorso anno, anche nel poi fallito tentativo di conciliazione i rappresentanti di Aiop e Aris hanno cercato di condizionare la chiusura della trattativa e la firma del contratto, dove ricordiamo le tabelle di incremento sono già state concordate, a ‘necessarie’ quanto per noi inutili verifiche da effettuarsi con il Ministero dell’Economia e delle Finanze”.