Con il bonus da 600 euro stanziato dal Governo per supportare i titolari di Partita Iva, normale che in questo momento, all’apertura delle domande sul sito ufficiale dell’Inps, si presentasse un elevato traffico ed il portale andasse in crisi. Questo perché in Italia, almeno risalendo agli ultimi dati ufficiali che si possono trovare in Rete, non sono poche le attività che presentano partita Iva. Parliamo, ovviamente, di milioni di unità. Gli ultimi dati risalgono al 2016, auspicabile, quindi, che in 4 anni i numeri siano variati di qualche unità e sono i seguenti:
- Circa 8,2 milioni le partite IVA esistenti;
- circa 6,2 milioni le partite IVA attive;
- circa 3,9 milioni le partite IVA di persone fisiche (lavoro libero professionale e autonomo in senso stretto), di cui: circa 2,2 milioni le partite IVA delle professioni non organizzate in ordini e collegi; circa 1,1 milioni le partite IVA delle professioni organizzate in ordini e collegi; circa 600mila le false partite IVA.
- circa 1,9 milioni di professionisti iscritti in 27 ordini e collegi che generano circa il 6.6% del PIL;
- circa 3,5 milioni di professionisti non organizzati in ordini e collegi di cui circa 1 milione iscritto in
- circa 1500 associazioni professionali che generano il 9% del PIL a livello individuale ed il 21% con le aziende collegate.
Per questi numeri , che devono nella maggior parte dei casi fare richiesta del bonus da 600 euro, normale che si presentino alcuni problemi tecnici per la presentazione della domanda, fondamentale per ricevere i fondi stanziati dallo Stato.