Francesco Gabbani “Viceversa”: significato e testo canzone Sanremo 2020

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Dopo il trionfo a Sanremo 2017 con il brano “Occidentali’s Karma”, Francesco Gabbani torna sul palco dell’Ariston per questa nuova edizione della manifestazione canora con una canzone intitolata “Viceversa”. Riguardo alla sua prossima esperienza al Festival di Sanremo che partirà il 4 febbraio, Gabbani ha detto: “Sono emozionato e gioioso di tornare al Festival di Sanremo che è stato il mio trampolino. Tornare sul palco dell’Ariston è una grande emozione, sono molto contento“. Il ritorno di Gabbani al Festival è sancito da un brano che egli stesso ha definito diverso dagli altri, un brano in cui il cantante ha cercato di mettersi a nudo, di mostrare al pubblico la propria faccia nascosta.

Significato Viceversa la canzone di Gabbani

Parlando di “Viceversa” la canzone che Gabbani presenterà sul palco di Sanremo 2020, il cantante ha raccontato” Torno a Sanremo con un brano che concettualmente è diverso da altri brani portati precedentemente. E’ l’altra faccia della medaglia, una mia faccia personale, più intima, che vorrei condividere con il mio pubblico“. L’obiettivo ultimo dell’artista, come egli stesso ha affermato, è quello di trasmettere al  pubblico che lo segue il concetto della condivisione, il suo desiderio è quello di spingere le persone a tornare ad occuparsi degli altri, senza per forza dover ricevere qualcosa in cambio.

Sanremo 2020, testo Vicevrsa-Francesco Gabbani

Tu non lo dici ed io non lo vedo
L’amore è cieco o siamo noi di sbieco?
Un battibecco nato su un letto
Un diluvio universale
Un giudizio sotto il tetto
Up con un po’ di down
Silenzio rotto per un grande sound
Semplici eppure complessi
Libri aperti in equilibrio tra segreti e compromessi
Facili occasioni per difficili concetti
Anime purissime in sporchissimi difetti
Fragili combinazioni tra ragione ed emozioni
Solitudini e condivisioni
Se dovessimo spiegare in pochissime parole
Il complesso meccanismo che governa l’armonia del nostro amore
Basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
E detto questo che cosa ci resta
Dopo una vita al centro della festa?
Protagonisti e numero uno
Invidiabili da tutti e indispensabili a nessuno
Madre che dice del padre:
“Avrei voluto solo realizzare
Il mio ideale, una vita normale”
Ma l’amore di normale non ha neanche le parole
Parlano di pace e fanno la rivoluzione
Dittatori in testa e partigiani dentro al cuore
Non c’è soluzione che non sia l’accettazione
Di lasciarsi abbandonati all’emozione
Se dovessimo spiegare in pochissime parole
Il complesso meccanismo che governa l’armonia del nostro amore
Basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
È la paura dietro all’arroganza
È tutto l’universo chiuso in una stanza
È l’abbondanza dentro alla mancanza
Ti amo e basta!
È l’abitudine nella sorpresa
È una vittoria poco prima dell’arresa
È solamente tutto quello che ci manca e che cerchiamo per poterti dire che “ti amo!”
Se dovessimo spiegare in pochissime parole
Il complesso meccanismo che governa l’armonia del nostro amore
Basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa

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About Author

Jasmine Valeo nasce a Taranto il 10 marzo 1995. Dopo la maturità classica, decide di trasferirsi in Germania, dove attualmente risiede, per studiare la lingua e le usanze tipiche tedesche. Appassionata di libri e pedagogia, ama viaggiare e scoprire nuovi orizzonti.

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