Missili balistici a corto raggio sono partiti dal territorio iraniano per abbattersi contro le basi americane di al-Asad e di Erbil. Ci sarebbero 80 morti.
Durante la notte tra il 7 e l’8 gennaio l’Iran ha lanciato l’operazione ‘Soleimani Martire‘ sferrando un attacco missilistico in Iraq contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione, tra cui militari italiani. Cruise e missili balistici a corto raggio si sono abbattuti contro la base di al-Asad e contro quella di Erbil in Iraq, come prima rappresaglia per l’uccisione del generale Qassem Soleimani da parte degli Usa. Stando a quanto dichiarato dalla Tv di Stato iraniana, ci sarebbe stata anche una seconda ondata di attacchi, 80 i morti stimati.
La minaccia dell’Iran
Da Teheran il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane ha annunciato come “la feroce vendetta” per l’uccisione del generale Soleimani sia iniziata. L’Iran minaccia “azioni ancor più devastanti” se gli Usa dovessero decidere di rispondere bellicosamente a tali attacchi. “Se l’Iran dovesse essere attaccato sul suo territorio – continuano le Guardie Rivoluzionarie – Dubai, Haifa e Tel Aviv verranno colpite in un terzo round di attacchi da parte dell’Iran”.