Giuseppe Conte si è dimesso: conseguenze delle dimissioni

0

Giuseppe Conte ha annunciato le sue dimissioni alla carica di Presidente del Consiglio in diretta nazionale pochi minuti fa. Una scelta che però non ha sconvolto però l’opinione pubblica, visto che tale decisione era già stata presa in considerazione durante le scorse giornate, quando Salvini lanciava ufficialmente la crisi del Governo italiano. Quali potrebbero essere le conseguenze a questo punto? Quali gli scenari che andrebbero a formarsi a seguito della scelta di Giuseppe Conte?

C’è da sottolineare in primo luogo che le dimissioni devono essere accolte dal Presidente della Repubblica, il quale potrebbe anche decidere di rigettare le decisioni prese dal Presidente del Consiglio. Se così non dovesse essere, una volta accolte le dimissioni  il Governo rimane comunque al potere fino alla nomina di un nuovo mandato. Questo quanto possiamo trovare su Wikipedia in merito alle dimissioni del Presidente del Consiglio:

L’attività del governo dimissionario è circoscritta all’ordinaria amministrazione: il governo dimissionario può compiere gli atti di esecuzione delle leggi vigenti, ma deve astenersi da tutti quegli atti discrezionali e politici che, in quanto tali, possono e devono essere rinviati alla gestione del successivo governo. La nozione di ordinaria amministrazione ha comunque confini molto elastici e a volte il governo stesso si pone degli autolimiti, talora contenuti in direttive del presidente del Consiglio.

Il governo dimissionario rimane in carica fin tanto che il successivo nuovo governo non presti giuramento (la procedura prevede che l’incaricato di formare il nuovo governo possa rinunciare all’incarico oppure sciogliere la riserva accettando l’incarico); in questo caso viene nominato il presidente del Consiglio con la firma e la controfirma dei decreti di nomina del capo del governo e dei ministri; la procedura prevede tre decreti: quello di accettazione delle dimissioni del governo uscente (controfirmato dal presidente del Consiglio nominato); quello di nomina del presidente del Consiglio (controfirmato dal presidente del Consiglio nominato, per attestare l’accettazione); quello di nomina dei singoli ministri (controfirmato dal presidente del Consiglio). Entro dieci giorni dal decreto di nomina il nuovo governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Questo governo si arresta qui“, con questo parole Giuseppe Conte ha annunciato la propria volontà di dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio. A questo punto non resta che aspettare la risposta di Sergio Mattarella, la quale darà il via a nuovi scenari politici, tra cui il possibile ritorno alle urne per il voto del popolo italiano.

Share.

About Author

Maurizio Saladino nasce a Lamezia Terme il 23 ottobre 1990. Dopo aver conseguito una Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione, ottiene un Master di primo livello in Editoria presso l'Università della Calabria. Una Laurea Magistrale in Editoria e Comunicazione presso L'università degli studi di Bergamo ne completano gli studi e la carriera universitaria.

Leave A Reply