Routine serale con un neonato: come rendere più semplice la sera

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Quando hai un neonato, la sera dovrebbe essere il momento in cui finalmente puoi fermarti. Eppure, spesso, è proprio allora che inizi a pensare a tutto quello che non sei riuscita a fare durante il giorno.

Ci sono sere in cui, appena il bambino si addormenta, guardo casa e penso a tutto quello che è rimasto indietro. La cucina da sistemare, i panni da piegare, qualcosa da preparare per il giorno dopo. Per qualche minuto penso che dovrei approfittare di quel momento di silenzio per recuperare. Poi mi fermo. Perché dopo una giornata con un neonato, quella che sembra una mezz’ora libera è spesso semplicemente il primo momento della giornata in cui mi rendo conto di quanto sono stanca ed è stato proprio questo a farmi cambiare idea sulla routine serale con un neonato.

Per molto tempo ho pensato che organizzarsi significasse riuscire a fare più cose. Oggi penso l’esatto contrario: organizzarsi significa anche capire cosa non è necessario essere sempre e costantemente produttivi.

Quando hai un neonato è facile cadere nella convinzione che sia necessario trasformare ogni momento in cui dorme in un’occasione per recuperare. E così anche il momento di riposo finisce per diventare una lista di cose da spuntare. Ho iniziato quindi a scegliere. Se ho ancora energie, faccio qualcosa che so che mi renderà più semplice la mattina. Se sono stanca, lascio perdere. Non perché la casa o le cose da fare non siano importanti, ma perché anch’io lo sono.

Organizzarsi significa avere una cosa in meno a cui pensare. Perché diciamocelo, la parte più pesante della maternità, a volte, non è quello che facciamo fisicamente, ma tutto quello che continuiamo a ricordare mentalmente: Cosa manca in casa? Cosa devo fare domani? Ci sono appuntamenti? Ho tutto quello che serve per il bambino?

Questa stanchezza mentale della mamma può farsi sentire anche quando apparentemente non stiamo facendo nulla. Per questo alcune piccole abitudini serali possono aiutare.

Non serve una routine perfetta. A volte mi basta lasciare sistemata una cosa che so già che domani mattina mi farà comodo: preparare qualcosa per la colazione, liberare il piano della cucina o lasciare a portata di mano ciò che utilizzerò appena sveglia. L’obiettivo non è iniziare la giornata con una casa perfetta, ma con una cosa in meno a cui pensare.

E se quella sera non riesco a fare niente? Come nelle sere in cui il bambino si sveglia continuamente o quelle in cui la giornata è stata semplicemente troppo pesante? In quelle occasioni la mia routine è fare il minimo indispensabile, lavarmi e andare a dormire. Senza sensi di colpa. Perché una casa in disordine può essere sistemata domani. Una lavatrice può aspettare. Quello che non sempre possiamo recuperare è l’energia.

Credo che una delle cose più difficili da imparare durante i primi mesi con un neonato sia proprio questa: non dobbiamo sfruttare ogni momento libero. Quello che conta e una routine possibile, non perfetta. Per questo non voglio e non posso dare una lista di regole da seguire.

La mia routine serale oggi è molto più semplice di come l’avevo immaginata prima di avere un bambino. Cerco di fare una o due cose che possono aiutarmi il giorno dopo, quando ne ho la possibilità. Tutto il resto viene dopo e qualche volta non viene proprio.

Forse è questa la parte dell’organizzazione con un neonato che ho dovuto imparare più lentamente: organizzare la giornata non significa riuscire a controllarla. Significa lasciare spazio anche agli imprevisti, alla stanchezza e alle giornate che non vanno secondo programma.Perché con un neonato non esiste una sera perfetta e non esistono sere tutte uguali.

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About Author

Jasmine Valeo nasce a Taranto il 10 marzo 1995. Dopo la maturità classica, decide di trasferirsi in Germania, dove attualmente risiede, per studiare la lingua e le usanze tipiche tedesche. Appassionata di libri e pedagogia, ama viaggiare e scoprire nuovi orizzonti.

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