I negozi di fiori riprendono l’attività ed alzano le saracinesche chiuse già da due settimane. Questo è quanto si apprende dal Decreto dello scorso 22 marzo che prevedeva e consentiva l’attività di produzione, commercializzazione e trasporti di beni agricoli. Una notizia positiva per un settore che rivendicava un danno molto elevato vista anche la perdita di fiori e piante che sono andate perse nei magazzini. Quindi, se si nota un negozio di fiori aperto, è perché questo ha deciso di riprendere l’attività. Come anticipato, dunque, direttamente sul decreto istituzionale del Governo del 22 marzo possiamo leggere che: l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di ‘prodotti agricoli’, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc.
Riapertura dei fiorai: riprende la produzione e la vendita al dettaglio
Il decreto ancora continua: “peraltro tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm ‘coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali’, con codice ATECO ‘0.1.’, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”.